Ci sono quelle di Mozart (di cioccolata) e quelle di Nettuno, che non sono buone da mangiare, ma svolgono un gran lavoro per l’ambiente e l’ecosistema marino.

Di che cosa stiamo parlando? Delle cosiddette “Palle di Nettuno”, gomitoli pelosi e marroni che spesso evitiamo (anche un po’ disgustati) quando passeggiamo sulla riva del mare.

Si tratta degli scarti di Posidonia, una pianta marina molto comune nei nostri fondali, dotata di foglie lunghe e sottili, simili a filamenti.

E perché ne stiamo parlando? Perché si è scoperto che queste foglie sono dei fantastici “spazzini del mare”, in grado di intrappolare frammenti di plastica. A studiare questo fenomeno, un team di scienziati spagnoli capitanati dalla ricercatrice Anna Sanchez-Vidal.

Gli effetti benefici della Posidonia Oceanica sull’ecosistema dei fondali sono noti: questa pianta marina, infatti, migliora la qualità dell’acqua, assorbe Co2, protegge le coste e fa da casa a molte specie animali.

La novità è che questa pianta, che in autunno perde le foglie, si trasforma in un servizio di pulizia del mare intrappolando i rifiuti in plastica.

Gli studiosi hanno analizzato le spiagge dell’isola di Mallorca (560 km di costa) e hanno trovato residui di materiale plastico nel 50% delle palle di Nettuno, con una media di 613 particelle di plastica per ogni chilo di queste formazioni vegetali. I materiali riscontrati erano soprattutto Polietilene (50,57%), Polipropilene (32,18%) e Pvc (6,9%). La dimensione dei rifiuti intrappolati nei filamenti di Posidonia variava da 0,55 a 287 mm. Come esseri umani, possiamo fare sostanzialmente due cose: dare una mano alla Posidonia Oceanica, salvaguardando la sua esistenza nei fondali, e riducendo al minimo la presenza di rifiuti in mare.

Missione non facile, ma decisamente possibile.

Secondo i ricercatori, le “palle di Nettuno” potrebbero intrappolare ogni anno quasi 900 milioni di oggetti di plastica nel Mediterraneo, impendendo loro di disperdersi in mare. La plastica, infatti, è uno dei principali nemici del mare, delle barriere coralline e degli animali marini: ogni anno in tutto il mondo, 8 milioni di tonnellate di plastica finiscono in mari e oceani; 53mila tonnellate solo nel Mediterraneo.  

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