Va bene, nell’ultimo anno è cambiato davvero tutto. Ma forse qualcosa è cambiato un po’ di più, soprattutto per chi vive e gravita nelle grandi città. È cambiata la mobilità, il modo di intendere gli spostamenti. Se “prima” spostarsi era considerato un passaggio neutro e pressoché privo di rilevanza da un punto A a un punto B, “adesso” la mobilità risulta semplicemente stravolta. Si prende l’auto per evitare contatti sui mezzi pubblici, ma non si comprano auto nuove, mentre è letteralmente esplosa la mobilità elettrica, quella su due ruote (grande momento per bici e e-bike), e i monopatini – da che erano una prerogativa di bambini e adulti sui generis – sono diventati a pieno titolo un mezzo di trasporto. E, possiamo dirlo con certezza, lo shock globale causato dalla pandemia ha spostato l’attenzione sulla sostenibilità degli spostamenti, favorendo la scelta di modalità di trasporto sostenibili.

A fare il punto sulle tendenze in Italia in ambito mobilità, ci ha pensato il White Paper di Repower “La mobilità sostenibile e veicoli elettrici”, la pubblicazione di riferimento nel mondo della mobilità sostenibile che fa il punto sul settore a livello mondiale, giunto alla quinta edizione e presentato in occasione dell’ultima Milano Digital Week.

Il primo dato che salta all’occhio è il crollo delle immatricolazioni di veicoli (-28%, mai così male dagli anni ’70, quelli della crisi energetica). Una contrazione pari a 535mila vetture, così ripartite: -38,7% benzina, -40,2% diesel, -31% GPL, -18% metano. Salgono invece le immatricolazioni dei veicoli elettrici (full electric e plug in hybrid): nel 2020 BEV e PHEV insieme hanno visto 59.900 nuove immatricolazioni contro le 17.065 nel 2019. In termini percentuali, l’aumento complessivo del 2020 per entrambe le categorie è del 250% rispetto all’anno precedente, anche grazie agli incentivi governativi e regionali. Contrazione per quanto riguarda noleggio e car-sharing, a causa della crisi del turismo e delle restrizioni alla mobilità cittadina.

Migliora però la micro-mobilità condivisa, con il monopattino che passa da 4.900 unità del dicembre 2019 alle 27.150 del dicembre 2020, valore che verosimilmente continuerà a crescere e che, insieme al bikesharing, per oltre il 15% elettrico, è il servizio di micro-mobilità più in crescita nel periodo post lockdown 2020.

A livello sociale e sociologico, il White Paper mette in evidenza come le abitudini dei cittadini siano mutate radicalmente (il 34% sostiene di aver modificato le proprie modalità di spostamento a causa delle restrizioni), con l’auto che diventa il mezzo preferito per spostarsi (oltre un italiano su due la ritiene il mezzo più sicuro, mentre i mezzi pubblici vengono scelti solo da 2 italiani su 5).

Cresce l’e-bike del 23% nonostante le lunghe chiusure dei negozi di bici in molti Paesi. E, di conseguenza, aumentano i km di piste ciclabili: se oggi sono 2.341 in 22 città italiane, si prevede che nei prossimi mesi se ne sommeranno altri 2.626, costituendo di fatto un incentivo per questo tipo di mobilità.

Come di consueto, c’è spazio nel White Paper per fare debunking sulle principali fake news del settore. Eccone tre: lo smaltimento delle batterie è meno dannoso di quanto si pensi, i motori elettrici non sono soggetti a combustione così facilmente, il forte inquinamento delle auto elettriche è più presunto che reale.