Siamo in credito di viaggi e vacanze, questo è certo. “Tornare a viaggiare” è sicuramente uno dei desideri più espressi nel corso dell’ultimo anno e mezzo. Ma se la voglia di visitare nuovi posti, godere di un paesaggio sconosciuto, conoscere, assaggiare, spostarsi, è tanta, altrettanto è la necessità di farlo in modo diverso, più consapevole e rispettoso nei confronti del pianeta, delle persone che vivono nei luoghi scelti come destinazioni e di quelle che nel turismo ci lavorano. In una parola, sostenibile.


Secondo la definizione dell’Organizzazione mondiale del turismo, “il turismo sostenibile è capace di soddisfare le esigenze dei turisti e delle regioni ospitanti prevedendo e accrescendo le opportunità per il futuro. Tutte le risorse dovrebbero essere gestite in modo tale che le esigenze economiche, sociali ed estetiche possano essere soddisfatte mantenendo l’integrità culturale, i processi ecologici essenziali, la diversità biologica, i sistemi di vita dell’area in questione”.


Fare turismo sostenibile è semplice ed è una scelta che si può fare a diversi livelli: il primo è quello di premiare i luoghi particolarmente rispettosi dell’ambiente, scegliendoli come destinazione dei nostri viaggi. Alcune città andrebbero visitate anche solo per vedere e capire come si stanno “attrezzando” in vista dei traguardi ambientali che si sono date: Helsinki, per esempio, si è ripromessa di diventare città a impatto zero entro il 2035 anche attraverso il turismo, lanciando una campagna globale rivolta ai viaggiatori, suggerendo loro gli alberghi e i musei “puliti” e come muoversi attraverso il car sharing elettrico.


Poi si può “scendere nel dettaglio”, privilegiando soluzioni per dormire amiche dell’ambiente, come hotel e in generale strutture che acquistano energia da fonti rinnovabili, smaltiscono i rifiuti tenendo conto di differenziazione e riciclo, mettono in atto accorgimenti per ridurre il consumo di acqua e le emissioni di Co2. Comprare e mangiare a filiera corta è un altro modo per sostenere le economie locali e ridurre l’impatto del nostro passaggio.


Per quanto riguarda le fonti di inquinamento, se parliamo di turismo, gli spostamenti sono una delle voci più significative a livello di impatto ambientale. E la mobilità elettrica, insieme al cicloturismo, è uno dei trend emergenti per chi ha a cuore la causa ambientale. Il progetto dei “Week end in auto elettrica” nato dalla partnership tra InsideEVs e Lonely Planet, è pensato per dare la possibilità agli automobilisti elettrici di fuggire dalla città e pianificare le soste di ricarica, in modo da non restare con le pile scariche quando c’è ancora tanta strada da fare. Si tratta un portale con 20 itinerari ideati pensando alle esigenze di chi viaggia elettrico. Dieci percorsi con partenza da Milano e dieci da Roma, realizzati in collaborazione con Kia e Repower, divisi in due categorie: quelli con rientro in giornata e quelli da fine settimana fuori porta. Negli itinerari, oltre a diversi consigli rivolti a chi si approccia a questa modalità di spostamento, sono naturalmente segnalate le stazioni di ricarica, come PALINA, disegnata da Italo Rota e Alessandro Pedretti ed esposta al Museo dell’auto di Torino, che offre due prese di ricarica per una potenza complessiva fino a 22kW in corrente alternata.

Bella, funzionale e indispensabile per continuare il viaggio con la serenità di avere il serbatoio pieno e la coscienza (ambientale) leggera.