Se si faccia o meno “abbastanza” per il clima, è un tema costantemente dibattuto. E la fine dell’anno è tempo di bilanci, si sa. Siccome abbiamo tutti bisogno di vedere il bicchiere mezzo pieno, ecco dieci buone notizie per l’ambiente relative a questo 2021.

  • “Un ambiente salubre determina la salute e la qualità della vita”. Sembra un’ovvietà, ma in realtà è di quest’anno la notizia che il Consiglio per i Diritti Umani (HRC) delle Nazioni Unite ha riconosciuto un ambiente salubre (aria pulita, acqua sicura, cibo prodotto in modo sostenibile, clima stabile, biodiversità ed ecosistemi sani) come diritto fondamentale per le persone.
  • A settembre Usa e UE hanno sottoscritto il Global Methane Pledge: 24 Paesi si sono accordati per ridurre le emissioni globali da metano. Il metano, infatti, è considerato responsabile di circa la metà dell’incremento di un grado netto di temperatura nel riscaldamento globale a partire dall’era pre-industriale.
  • Anche i governi possono essere “bacchettati”: un tribunale francese ha ordinato al governo di rispettare gli impegni presi per contrastare il cambiamento climatico entro la fine di dicembre 2022. Secondo quanto stabilito dalla sentenza, il governo dovrà rispettare l’impegno di ridurre le emissioni di gas serra del 40%, rispetto al 1990, entro il 2030.
  • La Cop26, anche se è stata criticata, ha prodotto dei risultati: la novità principale è che i vari stati puntano a mantenere il riscaldamento globale sotto 1,5 gradi dai livelli pre-industriali. È poi stato fissato al 45% il taglio minimo delle emissioni da anidride carbonica, con l’invito a diminuire drasticamente anche gli altri gas serra (metano e protossido di azoto).
  • Buone notizie anche sul fronte deforestazione dalla conferenza sul clima di Glasgow: è stato firmato un accordo che prevede unostop completo alla deforestazione entro il 2030 e lo sforzo di piantare più alberi di quelli che vengono abbattuti. Un segnale particolarmente importante perché a firmarlo ci sono anche Paesi come Brasile, Canada e Russia che amministrano quasi il 90% delle foreste globali.
  • Arriva dalla fredda Islanda la notizia dell’impianto – chiamato Orca – dotato di una tecnologia in grado di catturare CO2, sottraendola direttamente dall’atmosfera. Una volta entrato a pieno regime, Orca sarà in grado di “far sparire” (in realtà il gas viene mineralizzato, trasformato in roccia e iniettato a un chilometro di profondità)4 mila tonnellate di CO2 all’anno, pari all’anidride carbonica emessa in un anno da circa 900 automobili
  • Anche la comunicazione può giocare un ruolo chiave nella lotta al riscaldamento globale: Google advertiser, publisher e YouTube creator hanno inaugurato una policy interna che vieta gli annunci e le sponsorizzazioni di contenuti che negano il climate change.
  • I cittadini dello stato di Zurigo hanno votato un referendum che sancisce la fine dell’era dei combustibili fossili nel riscaldamento degli edifici, per quanto riguarda il nuovo o le sostituzioni degli impianti. Quella del riscaldamento degli edifici è una fonte consistente per quanto riguarda la produzione di anidride carbonica, in Svizzera, seconda solo al trasporto.
  • Rinunciare a una potenziale fonte di guadagno in nome della tutela del pianeta. In Québec è successo questo: il premier François Legault ha vietato le esplorazioni sui combustibili fossili sul suo territorio, rinunciando definitivamente all’estrazione di idrocarburi.
  • Chiudiamo con una “good news” di casa nostra: dal prossimo 14 gennaio entreranno in vigore le nuove norme su restrizione e dismissione dei prodotti di plastica monouso non biodegradabile e non compostabile. Gradualmente, entro la fine del 2026, verrà vietata l’immissione di oggetti di plastica monouso come piatti, bicchieri e contenitori, consentendo lo smaltimento delle scorte esistenti.