Che il Forno delle Sorelle Palese di Potenza sforna ogni giorno da oltre 30 anni pane, pizze e dolci deliziosi, in zona lo sanno più o meno tutti. E tutti più o meno conoscono la storia di Annina, la biscottara, oggi 87enne e ancora operativa nell’azienda delle tre figlie, che ben prima dell’apertura del forno, nel 1984, preparava i dolci della tradizione locale in occasione delle cerimonie e delle ricorrenze delle famiglie di Potenza e dintorni.

Quello che forse non tutti conoscono ­– e non solo a Potenza – è la grande attenzione verso le tematiche ambientali e la sostenibilità che caratterizza la gestione del forno delle Sorelle Palese. “Recuperiamo l’energia termica prodotta delle braci del forno a legna. Questa energia ­­– spiega Luisa Tammone, tecnologo alimentare e figlia di Lucia, la maggiore delle tre sorelle Palese – che diversamente andrebbe perduta, viene utilizzata, attraverso uno scambiatore di calore, per riscaldare l’acqua e, in inverno, anche gli ambienti. Abbiamo inoltre istallato un impianto fotovoltaico di 20 kilowattora sul tetto del nostro capannone e sottoscritto l’adesione al quinto conto energia, per fare in modo che l’energia prodotta dal nostro impianto e non consumata venga ri-immessa nel sistema di distribuzione energetica”.

Una scelta vincente dal momento che il forno delle Sorelle Palese, al contrario della maggior parte dei panifici, ha la particolarità di lavorare di giorno e non di notte. Una decisione presa perché, essendo un’azienda a trazione femminile, era necessario per le sorelle poter essere a casa la sera per passare del tempo con i figli e la famiglia e iniziare a lavorare al mattino presto, intorno alle 5,30. Una particolarità dettata da esigenze di organizzazione familiare, di cui beneficiano anche i clienti, visto che permette loro di trovare pane caldo e prodotti fragranti a tutte le ore del giorno. E di cui beneficia anche l’ambiente: le macchine lavorano durante le ore del giorno e recuperano energia elettrica dai pannelli solari. “Abbiamo voluto anche limitare il più possibile l’impatto della nostra attività sull’ambiente", continua Luisa, "e per farlo ci siamo dotati di un impianto di pulizia dei fumi di combustione della legna utilizzata per il forno. Prima di essere liberati nell’ambiente, i fumi vengono letteralmente lavati in acqua e fuoriescono puliti insieme al vapore”.

Una sensibilità condivisa da tutti i membri della famiglia (che costituiscono la maggioranza della forza lavoro impegnata nell’attività, ben 9 su 15 dipendenti in totale) che torna anche nelle scelte operative, come quella di coltivare grani antichi e molirli nel proprio mulino a pietra, in autentica filiera corta.

Una sensibilità che ha trovato in Repower il partner ideale per la fornitura di energia. Perché il pane, le pizze e i biscotti sono ancora più buoni se per essere prodotti non danneggiano l’ambiente e, anzi, contribuiscono a proteggerlo.