Quella del consorzio La Granda Quality Food è una storia che ricorda un po’ la vicenda dell’Arca di Noè. Sergio Capaldo infatti, nel 1996, ha dato vita a questo Consorzio di allevatori con lo scopo di proteggere alcune specie animali autoctone – a partire dalla Razza bovina Piemontese – che, nel momento d’oro della globalizzazione dei consumi, rischiavano di scomparire.

“La Granda nasce da un’esigenza di sostenibilità a 360 gradi – esordisce Capaldo –. Volevamo trovare un punto di equilibrio tra uomo, ambiente e animali creando un circolo virtuoso. E non si può che partire dal suolo, da una buona agricoltura, l’Agricoltura Simbiotica, che è una vera e propria Certificazione di Processo che mira al miglioramento della biodiversità microbica dei suoli, seguendone le linee guida per la cura dei terreni dai quali produrre i propri foraggi e alimenti per gli animali, impegnandosi direttamente nella tutela del territorio, dell’aria, dell’acqua e del suolo”.

Allo stesso modo diventa centrale anche il benessere animale. L’alimentazione del bestiame è costituita da materie prime naturali e non derivanti da scarti di lavorazione industriale. Alimenti geneticamente modificati, antibiotici e sulfamidici sono vietati.

“Queste pratiche a vantaggio dell’ambiente, in realtà, si riflettono da subito sulla qualità della carne a livello di gusto, immediatamente percepibile da chi la assaggia”.

Ma la sostenibilità perseguita da La Granda è anche quella legata al lavoro, a un giusto riconoscimento delle professionalità degli agricoltori e degli allevatori. “A ogni azienda che fa parte del consorzio viene garantita  l’indipendenza e un trattamento economico equo in grado di valorizzare e dare lustro al suo operato, a fronte ovviamente di un prodotto di alta qualità. Cerchiamo di essere sostenibili in tutte le nostre scelte – conclude Capaldo – anche per quanto riguarda la fornitura di energia: stiamo lavorando per avere un nostro impianto fotovoltaico e facciamo grande attenzione agli sprechi e all’ottimizzazione dei consumi nei nostri stabilimenti. Crediamo nella qualità e nel valore umano di tutti i nostri collaboratori. Per questo abbiamo scelto Repower come partner per l’energia: per la professionalità con cui ci è stato presentato il progetto e per la vicinanza in termini di valori che animano il nostro agire”.