Perle di energia

Il prezzo dell’energia:
meglio un uovo oggi o…?

Diversi i fattori che concorrono alla formulazione del prezzo dell’energia al nostro cliente finale, le aziende. Più in generale si può parlare di due approcci differenti da parte degli operatori del settore. Cautelativo da un lato, aggressivo dall’altro.

Ma vediamoli nel dettaglio, perché ci sono sia implicazioni per l’operatore che lo adotta sia effetti sul cliente finale.

A domanda, offerta
Un approvvigionamento cautelativo dell’energia consente all’operatore di acquisire, in base all’andamento del mercato, i volumi di energia utili a fornire clienti attuali e potenziali secondo le proprie previsioni, quindi di formulare un prezzo che rispecchia le migliori condizioni del momento.
Questo tutela entrambe le parti e garantisce nel tempo la sostenibilità delle condizioni concordate. Probabilmente il cliente non spunterà il prezzo più “stracciato” sul mercato, ma si tutelerà da quelle possibili improvvise oscillazioni che sono già ammortizzate nelle condizioni sottoscritte, perché il suo fornitore ne ha tenuto conto nella formulazione del prezzo.

Il rischio (non) è il mio mestiere
Diversamente, un approccio aggressivo può sfruttare nell’immediato condizioni economiche più competitive, assumendo il rischio derivante da possibili cambi di scenario. Un vantaggio che si riflette su migliori condizioni di acquisto e su prezzi più competitivi per il cliente.
Se tuttavia le condizioni di mercato mutano e vengono meno i presupposti su cui era stato formulato il prezzo certi che quel trend positivo sarebbe proseguito, la proposta economica non è più sostenibile per il fornitore. E il cliente vede completamente stravolta la sua spesa energetica. La cessata produzione degli impianti nucleari in Francia a fine 2016, ad esempio, ha pesato moltissimo sul mercato italiano e sulle scelte dei fornitori.
In questo caso, dove la rinegoziazione delle condizioni non è percorribile, il cliente dovrà individuare subito un nuovo fornitore di energia, diversamente verrà servito in regime di maggior tutela o di salvaguardia, in base alle sue dimensioni.

Un cambio di regime
Il servizio di maggior tutela prevede l’applicazione di un prezzo dell’energia amministrato dall’AEEGSI. Ma per le aziende di medie e grandi dimensioni parliamo di servizio di salvaguardia, in cui confluiscono tutti i soggetti che, meno sensibili al prezzo, non hanno scelto un fornitore sul mercato libero o hanno una difficile situazione creditizia che non ne fa dei “buoni clienti potenziali”. Fattori, questi, che determinano condizioni economiche di fornitura evidentemente meno competitive.


E quindi, meglio un uovo oggi o…?
Al cliente l’ardua sentenza. Lavoriamo in questo mercato fin dagli inizi del processo di liberalizzazione e quando, come oggi accade, maggiore è l’offerta, più facile è “cadere in tentazione”. Proposte aggressive palesemente fuori mercato, infatti, non sempre sono frutto di complesse operazioni di trading in borsa, più spesso arrivano da una maggiore propensione al rischio, che il cliente dovrebbe conoscere prima di sottoscrivere. Scelta legittima, se consapevole, ma ha le sue implicazioni ed è opportuno tenerne conto.

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