Quello dei device ricondizionati è un settore in costante espansione. Benché siano soprattutto i dispositivi elettronici come smartphone, tablet e computer a essere presi in considerazione nella variante ricondizionata, in realtà, negli ultimi tempi si sta creando un vero e proprio mercato di elettrodomestici ricondizionati: dalle lavastoviglie ai frigoriferi - anche professionali - passando per cappe e piani cottura.

 

Ma come funziona il ricondizionamento dei grandi elettrodomestici? Tutti i prodotti, prima di iniziare la loro seconda vita, vengono sottoposti a una serie di passaggi che solitamente comprendono pulizia – fisica e dei dati – controllo e verifica del funzionamento e sostituzione o riparazione dei componenti danneggiati. Anche la vendita degli elettrodomestici ricondizionati avviene attraverso diversi circuiti e piattaforme specializzate e il prezzo finale varia in base al grado di utilizzo e al malfunzionamento precedente.

 

I grandi rivenditori di prodotti nuovi iniziano ad avere la propria sezione di elettrodomestici e device ricondizionati: si tratta di vendere a prezzo scontato prodotti che di fatto non sono stati mai utilizzati, ma possono essere stati restituiti da un precedente acquirente, avere un difetto estetico o l’imballaggio danneggiato.

 

Tradizionalmente il mondo del “second hand” ha avuto due facce: quello del risparmio (è il caso delle automobili) oppure quello del piacere di procurarsi un oggetto vintage, introvabile perché non più in produzione, un desiderio per collezionisti, appassionati e nostalgici del vintage.

 

Ultimamente, però, le cose sono parecchio cambiate: quella dell’usato è diventata una delle risposte possibili per i soggetti impegnati a rendere il mondo un luogo più sostenibile. Non a caso il riutilizzo è uno dei tre pilastri dell’economia circolare insieme al riciclo e alla riparazione degli oggetti. Allungare la vita dei prodotti è il modo più semplice ed efficace per generare meno rifiuti da smaltire, diminuendo significativamente l’impatto ambientale.