26 settembre 2019

 

Quando si parla di prezzo dell’energia è bene tener presente che sono molteplici i fattori che concorrono alla sua formulazione. Il costo dell’energia è soggetto infatti a diverse variabili fra cui la produzione dell’energia stessa, la distribuzione e il trasporto ma anche la scelta, da parte del cliente, delle differenti offerte presenti sul mercato.

In generale, il prezzo dell’energia può essere fisso o variabile, muovendosi sempre all’interno di un range di valori stabilito dall’ARERA (Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente). E sono di fatto due gli approcci che gli operatori di settore possono decidere di adottare: uno più cautelativo e l’altro più aggressivo.

Vediamo nel dettaglio di cosa si tratta e quali sono le implicazioni dell’uno o dell’altro approccio sia per l’operatore che per il cliente finale.

Costo dell’energia: approccio cautelativo

Questo tipo di approccio può essere riassunto così “A domanda, offerta”.

Un approvvigionamento cautelativo dell’energia consente infatti al fornitore di acquisire i volumi di energia utili a rifornire i suoi clienti, attuali e potenziali, in base all’andamento del mercato. E di formulare un prezzo fisso per un periodo di tempo determinato, che rispecchi le migliori condizioni del momento, tutelando di fatto l’azienda cliente ma anche se stesso.

In questo caso, il cliente non spunterà sicuramente il prezzo più “stracciato” sul mercato ma potrà contare sulla sostenibilità delle condizioni concordate tutelandosi dalle (possibili) improvvise oscillazioni, di fatto già ammortizzate nelle condizioni sottoscritte dal suo fornitore.

Costo dell’energia: approccio aggressivo

Volendo riassumere anche questo approccio in una frase si potrebbe dire “Il rischio (non) è il mio mestiere”.

Più aggressivo, sfrutta infatti le condizioni economiche competitive del momento assumendosi il rischio derivante da possibili cambi di scenario. Il vantaggio è immediato e si traduce in migliori condizioni di acquisto di energia da parte del fornitore e quindi in prezzi più competitivi per il cliente.

Esistono tuttavia dei rischi legati alle oscillazioni del mercato. Può infatti succedere che i presupposti su cui il prezzo finale è stato concordato vengano meno, ad esempio per l’interruzione del trend positivo che ha portato alla sua formulazione. La proposta economica non è quindi più sostenibile per il fornitore e di conseguenza il cliente vede stravolto il costo in fattura. A seguito di una variazione unilaterale delle condizioni economiche, il cliente avrà in ogni caso la facoltà di non accettarle individuando da subito un nuovo fornitore.

E quindi, meglio un uovo oggi o…?

Scegliere la fornitura di energia più adatta per il proprio business è sicuramente una scelta strategica per tutte le aziende. Al cliente l’ardua sentenza.

Lavoriamo in questo mercato fin dagli inizi del processo di liberalizzazione e quando, come oggi accade, maggiore è l’offerta, più facile è “cadere in tentazione”. Proposte aggressive palesemente fuori mercato, infatti, non sempre sono frutto di complesse operazioni di trading in borsa, più spesso arrivano da una maggiore propensione al rischio, che il cliente dovrebbe conoscere prima di sottoscrivere. Scelta legittima, se consapevole, ma ha le sue implicazioni ed è opportuno tenerne conto.