Ci siamo, è arrivato il momento di scoprire quale sarà la start up che vincerà il Premio Speciale Repower per l’Innovazione, uno dei riconoscimenti che confluiranno nella piattaforma 2031, che raccoglie il testimone del Premio Gaetano Marzotto. Ogni anno Repower assegna questo riconoscimento a una start up che nel proprio progetto integra i valori di innovazione, sostenibilità e design. E a decidere chi si aggiudicherà il premio, un percorso di mentorship e formazione, una giuria composta da personalità provenienti dal mondo accademico, dell’industria, dei media e del design che hanno condiviso la loro personalissima idea di innovazione. Se per Eleonora Chioda, direttrice responsabile di Millionaire, innovazione significa direttamente «costruire il futuro in cui vivremo», per Luciano Galimberti presidente di ADI, vuol dire «essere parte della contemporaneità per poter prefigurare il futuro. Non esiste infatti futuro senza sperimentazione quotidiana del proprio futuro». E l’orizzonte temporale è centrale anche per Luca Travaglini, Chairman e Co-Ceo di Planet Farms, secondo cui «fare innovazione oggi significa vestire un concetto o metodo già esistente con un abito più adatto. Fare innovazione presuppone uno sguardo al passato, un'ottima interpretazione del presente e una cosciente prospettiva futura. Implica un miglioramento e un adattamento al cambiamento che condiziona le realtà della nostra esistenza. Per cambiare il mondo bisogna immaginarlo in un altro modo». «Fare innovazione ha sempre significato rispondere alle esigenze immediatamente future cercando di capire i trend in atto» ­– aggiunge Andrea Galeazzi, architetto e tech blogger– «Oggi fare innovazione vuole però dire rispondere a queste esigenze in maniera sostenibile grazie anche agli strumenti tecnologici che abbiamo».

Innovazione fa rima con futuro, certo, ma anche con un mindset trasformativo e, perché no, rivoluzionario, come sostengono Gabriella Greison, fisica, scrittrice e divulgatrice scientifica – «significa non fermarsi alle frasi che ci vengono dette continuamente come “abbiamo sempre fatto così” e costruire qualcosa di nuovo andando contro le abitudini che frenano la società» ­– ed Emil Abirascid, giornalista esperto di startup e innovazione, secondo cui: «Fare innovazione significa da sempre trasformare idee che escono dagli schemi in progetti capaci di dare a tali idee la concretezza necessaria per contribuire a rendere il mondo un posto migliore». Per il designer Makio Hasuike, vincitore del premio Compasso d'Oro alla carriera, l’innovazione è quasi una necessità. «Oggi siamo tutti costretti a ogni costo ad attivarci per agire verso il cambiamento. Fare innovazione significa agire sotto vari punti di vista e su vari fronti, non solo quindi tecnologicamente, ma anche ricalibrare lo stile di vita e ripensare ciò che sta alla base dei valori comuni».

Per quanto ne avremmo fatto tutti volentieri a meno, «la pandemia ha provocato un’innovazione dettata dal bisogno, per rispondere all’emergenza». Si tratta – secondo Ivana Pais, professoressa di sociologia economica, di «un processo interessante perché ha coinvolto persone che non si auto-definiscono innovatori, che non frequentano i luoghi dell’innovazione e che probabilmente avrebbero preferito non innovare. Ora si tratta di valorizzare queste innovazioni non previste ed è compito dell’ecosistema dell’innovazione studiarle, sistematizzarle e supportarne la diffusione». Un elemento, quello della pandemia, che ha contribuito a mettere a fuoco un concetto di salute più ampio, che abbraccia anche quello della salubrità del pianeta e della sostenibilità ambientale. Come spiega Andrea Silvestri, esperto di trasformazione digitale e Italy Innovation Lead presso Avanande, «vediamo iniziare a configurarsi un nuovo modello di sviluppo, caratterizzato dalla convergenza su obiettivi collettivi, fatto di economie circolari e catene del valore estese, aperte e partecipate. Sono certo che chi saprà osservare il cambiamento con mente aperta e curiosità troverà un terreno fertile per far crescere le proprie idee e realizzare nuove offerte, che vadano molto oltre i tradizionali aspetti di innovazione di prodotto. Infatti, fare innovazione oggi significa identificare nuovi modelli di business, nuovi servizi, nuove interazioni con clienti e fornitori, che siano in grado di sostenersi e al tempo stesso di contribuire alla crescita sostenibile della nostra società».

L’appuntamento per scoprire quali saranno le start up e le visioni innovative finaliste è per il 1° dicembre presso l’ADI Design Museum di Milano e sui canali Repower.