È di pochi giorni fa la notizia che la tutela dell’ambiente è entrata ufficialmente nella Costituzione. Modificati due articoli della Carta, il 9 e il 41. Nell’articolo 9, alla tutela del paesaggio e del patrimonio storico e artistico della nazione, si aggiunge anche la tutela dell’ambiente, della biodiversità e degli ecosistemi, anche nell’interesse delle future generazioni. Altra aggiunta, per cui si rimanda invece alla legge dello Stato, riguarda la tutela degli animali. 

Quello alle generazioni future rappresenta un chiaro riferimento al concetto di sviluppo sostenibile, secondo cui lo sfruttamento delle risorse naturali deve tenere conto delle persone che abiteranno il pianeta dopo di noi.

L’articolo 41 si occupa invece di iniziativa economica privata che non può recare danno “alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana”, ma anche “alla salute, all’ambiente”, come prevede la nuova versione.

Se da un lato sembra quasi scontato che la tutela dell’ambiente e la sostenibilità trovino spazio in ogni tipo di legislazione, dal momento che sono al centro di agende politiche e strategie economiche, è anche vero che queste modifiche alla Costituzione rappresentano un passaggio definito “epocale” dagli addetti ai lavori.

Introdurre i concetti di biodiversità e di ecosistemi suggerisce un modo diverso di interpretare la tutela ambientale, più vivo e globale. L’Ispra (Istituto Superiore per la ricerca ambientale) definisce infatti la biodiversità comela ricchezza di vita sulla terra: i milioni di piante, animali e microrganismi, i geni che essi contengono, i complessi ecosistemi che essi costituiscono nella biosfera. Questa varietà non si riferisce solo alla forma e alla struttura degli esseri viventi, ma include anche la diversità intesa come abbondanza, distribuzione e interazione tra le diverse componenti del sistema”. Non solo numeri, ma anche relazioni e legami tra specie e specie e tra specie e ambiente. In diverse aree del pianeta, la biodiversità è fortemente minacciata, soprattutto dall’intervento umano. Si tratta però di un patrimonio importantissimo: ogni specie, animale o vegetale, svolge un ruolo specifico all’interno del proprio ecosistema. Un impoverimento della biodiversità mette a rischio l’equilibrio dei vari habitat naturali. L’esempio che più spesso viene citato per spiegare l’importanza della biodiversità è quello degli insetti impollinatori, a partire dalle api, la cui sopravvivenza sul pianeta è a rischio. Se non esistessero più gli impollinatori, ben presto scomparirebbe addirittura un terzo degli alimenti umani vegetali. Biodiversità significa quindi anche e soprattutto ricchezza produttiva per l’uomo, dal momento che fornisce, oltre agli alimenti, anche materie prime per la produzione di energia, fibre per i tessuti e sostanze per la creazione di medicinali.

La biodiversità è una condizione imprescindibile per il futuro e il benessere dell’uomo sulla terra e il fatto che la sua tutela sia scritta nella Costituzione è una bellissima notizia per tutti.