Reminiscenze scolastiche di geografia: la Terra è una sfera schiacciata ai poli, meridiani e paralleli in quantità, Tropico del Cancro e del Capricorno, Equatore, Greenwich, cinque continenti (Europa, Asia, Africa, Americhe, Oceania) e quattro oceani (Atlantico, Pacifico, Indiano, Artico – in Italia chiamato spesso “Mar Glaciale Artico”), giusto?

Quasi. In realtà gli oceani sono diventati cinque. E fortunatamente non c’entrano – almeno in questo caso – il riscaldamento globale o qualche disastro ambientale. Semplicemente, dopo un lungo confronto, i cartografi della National Geographic Society sono d’accordo sul fatto che le acque che circondano l’Antartide hanno sufficienti caratteristiche uniche e distintive da meritarsi un proprio nome. E quello scelto per identificare questa massa d’acqua è Oceano Meridionale, chiamato anche Australe o Antartico.

Questo oceano dalle acque freddissime, dai ghiacci intensamente blu e dai paesaggi mozzafiato, si differenzia dagli altri perché non è definito dai continenti che lo delimitano, ma da una corrente, la Corrente Circumpolare Antartica.

A livello simbolico, la notizia del suo riconoscimento ufficiale è stata diffusa l’8 giugno, in occasione della giornata mondiale degli oceani, con l’intenzione di promuoverne la conservazione e tenere alta l’attenzione sulla situazione delle masse d’acqua a livello globale, dei loro ecosistemi e delle biodiversità, spesso messi a dura prova da inquinamento, pesca intensiva e riscaldamento globale.

Conoscere le meraviglie della terra è il primo passo per essere consapevoli dell’importanza della loro tutela.