A che cosa serve un Parco Faunistico? Quelli che una volta erano definiti semplicemente “zoo”, oggi hanno cambiato pelle e hanno varie funzioni: oltre a mostrare ai visitatori diverse specie che altrimenti non avrebbero la possibilità di conoscere senza viaggiare, sono luoghi di conservazione e tutela di specie minacciate e anche di studio del comportamento animale.

 

Ne sa qualcosa Marco Penello, curatore zoologico del Parco Faunistico Valcorba in provincia di Padova, un immenso spazio di venti ettari di terreno dove hanno trovato casa diverse specie a rischio di estinzione, come il leopardo della Cina settentrionale, l’orice d’Arabia, l’antilope Addax, il ghepardo. Specie “ambasciatrici” che fanno parte di delicati progetti di reinserimento di questi animali nel loro habitat naturale. “Al Parco Valcorba si fa tutto il possibile per migliorare il benessere degli animali ospitati, studiamo le abitudini, il comportamento e l’alimentazione degli animali”, spiega Penello. La struttura è cresciuta nel tempo fino a diventare full member dell’Eiza, ente che annovera a livello europeo le strutture che garantiscono determinati standard agli animali, ai visitatori e al personale.

 

“Altre specie animali sono custodite all’interno del parco per scopi didattici, per educare i visitatori – soprattutto famiglie e scolaresche – alla biodiversità e alla salvaguardia della natura. Un altro aspetto importante del Parco è quello legato alla ricerca: è interessante studiare gli animali in ambiente controllato per poter conoscere il loro comportamento in ambiente naturale. In quest’ottica collaboriamo con le Università di Padova e Parma”.

 

L’amore e il rispetto per la biodiversità è reso esplicito dal modo in cui vengono trattati gli animali - la cui alimentazione è studiata con attenzione da veterinari specializzati - e dal fatto che sono inseriti in un programma di arricchimento ambientale che ha lo scopo di fornire loro gli stimoli propri del loro habitat naturale, in modo da mantenerli il più possibile attivi e reattivi.

 

Il Parco, che ospita circa 80 specie animali per 400 esemplari, tra cui l’ippopotamo, la giraffa, il leone e l’antilope, è stato costruito al 90% con materiali di riciclo, di recupero, con un impatto sull’ambiente prossimo allo zero. E il valore della sostenibilità è presente anche nella scelta dei partner: “Il Parco Faunistico Valcorba ha voluto Repower per la fornitura di energia e stiamo valutando l’istallazione di un’infrastruttura di ricarica per e-bike – conclude Marco Penello – in modo da rendere la struttura un punto di sosta e di ritrovo anche per gli amanti del cicloturismo”.