Che lo sport, soprattutto quello di squadra, sia un formidabile veicolo di valori positivi, è una grande verità. E ogni intenzione che – con questo scopo – si traduce in azione, è degna di essere raccontata e applaudita.

Tuttavia YouSport Social Club è una realtà che è andata ben oltre la volontà di trasmettere attraverso lo sport una serie di valori, iniziando la sua attività all’indomani della prima terribile ondata della pandemia, quando lo sport professionistico e tutto il resto erano fermi.

Ma Claudio Ceriani (avvocato con un debole per il sociale) e i suoi “soci” (gli altri componenti del consiglio direttivo di YouSport) vanno avanti con il loro programma: un’associazione sportiva e di promozione sociale fondata sull’inclusione a 360 gradi. Una squadra di calcio (a sette) che poi diventano due, tre…

Si cresce nel numero e nella composizione. Squadra maschile, squadra femminile, scuola calcio per ragazzi dai 12 anni in su. Una società sportiva come tante solo in apparenza, con regole tutte sue:

  • gli allenamenti sono gratis per tutti, l’accessibilità economica è totale;
  • la volontà è quella di raggiungere i fragili e gli esclusi, evitando accuratamente di confinarli per via della loro condizione, ma valorizzando la mescolanza;
  • per questo motivo, il desiderio di inclusione riguarda anche chi non sperimenta alcun tipo di disagio, ma vuole vivere un’esperienza di sport che vada oltre la pratica sportiva e abbracci la diversità etnica, culturale, anagrafica, religiosa ed economica;
  • gratuito sì, ma di qualità. Le strutture che ospitano gli iscritti, le professionalità impiegate e il materiale sportivo sono di primo livello, ribaltando il parametro che vede nelle iniziative sociali una necessità di doversi accontentare.

Detto, fatto. Oggi YouSport conta 80 iscritti e 50 tesserati che si allenano e giocano in quattro diverse strutture di Milano. La società vive di donazioni, partecipazioni a bandi, collaborazioni con associazioni attive sul territorio e soprattutto di sponsorizzazioni, come quella di Repower, che sostiene YouSport dall’inizio. In parallelo a quello delle squadre, il progetto primario di YouSport sul quale il consiglio direttivo – che vede fra i suoi membri il country manager di Repower Italia Fabio Bocchiola – è al lavoro, è quello di avere un proprio centro polisportivo dove svolgere le attività. Che non sono soltanto “strettamente” sportive, ma comprendono anche momenti formativi, seminari ed incontri sui temi della diversità e dell'inclusione sociale.

Grande spazio viene dato al calcio femminile: nelle squadre di YouSport giocano ragazze che non avevano mai toccato un pallone con i piedi insieme a donne che avevano smesso di giocare 20 anni fa. Il livello, tecnico e anagrafico, è quindi molto eterogeneo, con la volontà costante di avvicinare quante più donne possibile allo sport, offrendo anche servizi di baby sitting durante gli allenamenti e inventandosi mille modi per organizzare gli spostamenti in modo funzionale, così da garantire una vera accessibilità alle attività.

Una prima dimostrazione di tutto questo sarà visibile e fruibile a tutti il 5 marzo, dalle 9,30 alle 14, quando si svolgerà il primo torneo femminile Women Power. Un evento aperto al pubblico con sei squadre, tutte impegnate sui temi dell’integrazione sociale, che si affronteranno presso il centro sportivo Scarioni di Milano. Una rappresentazione reale di quella che è la filosofia sportiva e di vita che anima YouSport: l’inclusione non va interpretata come un fatto straordinario, ma deve diventare la normalità.