Energia

E-mobility

Efficienza

Consulenza

Noi

Light on

Auto elettriche: negli USA la vera differenza la fa l’età anagrafica

02 ottobre 2026
A ruota libera

Nel dibattito pubblico, l’auto elettrica viene spesso raccontata come una scelta ideologica. Ma una nuova indagine nazionale condotta negli Stati Uniti da ZETA (Zero Emission Transportation Association) e dall’organizzazione no-profit Generation180 ribalta questa narrazione: a dividere chi vuole guidare elettrico e chi no non sono le opinioni politiche, ma l’anno di nascita.

I numeri del sondaggio di ZETA

Il sondaggio di Zeta, condotto su un campione di automobilisti americani nell’agosto 2026, mostra come l’interesse verso l’acquisto o il leasing di un veicolo elettrico nei prossimi 5 anni varia drasticamente in base alla fascia d’età, con uno scarto di ben 52 punti percentuali tra i più giovani e gli anziani.

• Il 75% dei giovani (18-34 anni) vorrebbe acquistare un’auto elettrica nei prossimi 5 anni.

• Il 72% degli adulti (35 - 49 anni) esprime la stessa intenzione.

• Il 50% nella fascia d’età 50-64 anni.

• Il 23% tra gli over 65.

E le posizioni politiche? Contano meno di quanto si possa pensare: il 57% di chi vota a favore dei Democratici si dice propenso a passare all’elettrico, contro il 45% di chi vota Repubblicano: un divario di soli 12 punti, cifra decisamente inferiore rispetto alla spaccatura generazionale. Inoltre, a livello generale, il 51% dei cittadini esprime l’intenzione di passare all’elettrico entro cinque anni: un record dall’inizio delle rilevazioni periodiche di ZETA. Secondo la ricerca, l’adozione delle auto elettriche negli Stati Uniti sta seguendo la classica curva di diffusione delle nuove tecnologie: sono le generazioni più giovani a fare da “pionieri”, accelerando la transizione.

La spaccatura generazionale ha implicazioni sugli scenari futuri della mobilità, perché le città e i gestori delle reti di ricarica devono prepararsi a un incremento massiccio della domanda guidato dagli Under 50. Le generazioni più giovani, inoltre, vedono l’auto come un'estensione del proprio “ecosistema digitale”, dove connettività, aggiornamenti via software ed efficienza contano più della meccanica. Infine, non considerare la mobilità elettrica come “tema divisivo” dal punto di vista politico permetterà di creare incentivi e infrastrutture più stabili e condivisi a lungo termine.

I dati ci dicono che la nuova mobilità si sta già delineando, e il futuro del settore dipenderà anche dalla capacità di Governi e case automobilistiche di avvicinare sempre più il prodotto - in termini di prezzo, design e caratteristiche – alle nuove generazioni.

Vuoi approfondire? Trovi la ricerca completa qui.

A ruota libera