Energia

E-mobility

Efficienza

Consulenza

Noi

Veicoli a fine vita: auto elettriche e tradizionali a confronto

17 aprile 2026
A ruota libera

Non solo emissioni durante la produzione e l’uso: anche l’impatto di un veicolo a fine vita ha un peso ambientale ed economico. Lo studio “The Automotive Material Transition”, condotto da Wastetide, analizza questo aspetto, sempre più importante per valutare l’impatto complessivo dei veicoli.

La ricerca dimostra che la transizione alla mobilità elettrica riduce le emissioni durante l’uso, ma migliora anche le prestazioni ambientali ed economiche del veicolo quando arriva dallo sfascia carrozze: un veicolo elettrico a fine vita, infatti, contiene in media materiali recuperabili per un valore di 1.257 euro, rispetto ai 1.068 euro di un modello equivalente con motore a combustione interna. 

Questa differenza è dovuta ai diversi materiali a bordo: mentre le auto “tradizionali” concentrano una parte importante del loro valore nei metalli preziosi del catalizzatore, i veicoli elettrici si basano su volumi maggiori di metalli industriali, come alluminio e rame, che da soli rappresentano l’87% del valore recuperabile; un veicolo elettrico, spiega l’analisi di Wastetide, contiene circa 250 kg di alluminio e 60 kg di rame, rispetto ai 140 e 23 kg di un’auto a combustione. E mentre i metalli più preziosi sono associati a catene di approvvigionamento limitate, mercati volatili e complesse questioni geopolitiche, alluminio e rame possono fare affidamento su mercati più stabili e infrastrutture di riciclo consolidate, con maggior vantaggio ambientale a fine vita.

Secondo lo studio, un produttore di un milione di veicoli all’anno potrebbe ridurre le proprie emissioni di anidride carbonica di 90-120 chilotonnellate grazie al riciclo dell’alluminio, con un contributo quantificabile. Ogni veicolo elettrico, quindi, a fine vita può diventare un “deposito” di metalli da reintrodurre nella produzione industriale, e secondo Wastetide, a lungo termine il recupero del rame dalle auto elettriche potrebbe coprire dal 5 al 7% del fabbisogno europeo di questo materiale.

Unica accortezza, sottolinea la ricerca, riguarda la progettazione delle batterie delle auto elettriche: se sono integrate e fissate nel telaio, i costi di manodopera per estrarle potrebbero ridurre il margine di recupero, e così l’efficienza del processo complessivo di riciclo dei componenti dell’auto a fine vita. 

In generale, per i produttori lo studio può rappresentare un ulteriore argomento a favore dei veicoli elettrici, che immettono meno sostanze inquinanti durante l’uso, ma anche al termine del ciclo di vita, diventando così una miglior fonte di risorse.

Vuoi saperne di più sull’evoluzione tecnologica delle auto elettriche? Leggi il White Paper di Repower sulla mobilità sostenibile qui. 

A ruota libera