Impianti in Valposchiavo

Un bacino a ridosso dello spartiacque

I laghi del Bernina sono stati uniti solo all'inizio del secolo scorso grazie alla costruzione delle dighe di Scala e di Arlas, chiamate anche diga Nord e diga Sud. Il risultato di tale operazione è il Lago Bianco, sul Passo del Bernina, a 2230 m s.l.m, a cavallo tra il Comune di Poschiavo e quello di Pontresina. L'acqua del Lago Bianco si riversa prima nell'Adda, poi nel Po per confluire nell'Adriatico. A nord invece l'acqua del Lago Nero si immerge nell'Inno, per poi finire nel Danubio e nel Mar Nero. Il Lago Bianco è in grado di contenere 18 milioni metri cubi di acqua da utilizzare nei momenti di maggiore richiesta. Dato che fino a oggi la richiesta di energia si è rivelata sempre maggiore in inverno il bacino del Lago Bianco può essere considerato un tipico bacino stagionale. Per disporre di una riserva maggiore di acqua, durante la Seconda Guerra Mondiale le due dighe sono state innalzate di circa 4 metri a una quota di 2234 m s.l.m, mentre a Palü è stato installato un sistema di pompaggio che permette di portare nel Lago Bianco l'acqua del Lago di Palü, situato 300 metri più a valle.

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Dal 1976 il centro di telecontrollo di Robbia, presso l'omonima centrale, a nord di Poschiavo, si occupa di sorvegliare e coordinare tutti gli impianti di produzione e le reti di Repower in Svizzera. Oltre a controllare e a gestire reti e impianti di produzione nelle zone di distribuzione regionale (Valposchiavo, Engadina, Prettigovia, Surselva), il centro controlla anche il trasporto di elettricità sulla rete transfrontaliera ad altissima tensione tra Svizzera e Italia. Le centrali e le reti di trasporto e di distribuzione sono telecomandate da Robbia 24 ore su 24. La rete SDH raccoglie e trasmette al sistema di telecontrollo i dati di oltre 15 centrali e di 35 sottostazioni e cabine di smistamento. Il sistema utilizza una tecnologia moderna, dove la rete assume colori diversi a seconda della topologia e della geografia.

Entrata in esercizio nel 1927, la centrale di Palü è la centrale più ad alta quota della catena di impianti in Alta Valposchiavo. A quell'epoca il livello più basso era già in funzione da quasi 20 anni.All'inizio degli Anni Venti si iniziò a parlare concretamente di progetti per l'ampliamento del Lago di Palü. La centrale di Palü, dotata di una turbina Pelton verticale e di una seconda turbina posta oltre 30 metri più in basso e collegate tra di loro da un unico perno, deve la propria posizione, elevata rispetto all'attuale livello del lago,  proprio a tali progetti di ampliamento, mai realizzati.Durante la Seconda Guerra Mondiale, per ridurre la dipendenza dall'estero, nella centrale di Palü fu installato anche un impianto di pompaggio che permette di condurre nel Lago Bianco l'acqua del Lago di Palü.

 

Dati principali

Salto geodetico 238 m
Portata utilizzabile 4,5 m3/s
Turbine installate 1 Pelton, 1 Francis verticali
Potenza installata 10 MW
Produzione annua 12,1 GWh/a

Costruita nello stesso periodo dell'impianto di Palü, anche la centrale di Cavaglia, entrò in esercizio nel 1927. Dopo Palü, quella di Cavaglia è la seconda centrale situata lungo il salto tra il Lago Bianco e Robbia. L'impianto, con una potenza installata di 7 MW e una produzione annua attorno ai 19 GWh, funziona ancora con la prima turbina Pelton installata nel 1927.

 

Dati principali

Salto geodetico 216 m
Portata utilizzabile 4,5 m3/s
Turbine installate 1 Pelton verticale
Potenza installata 7 MW
Produzione annua 18,8 GWh/a

Entrata in esercizio nel 1910, la centrale di Robbia, con un salto di oltre 600 metri, figurava tra le maggiori centrali ad accumulazione e per questo fu al centro dell'interesse degli specialisti del settore. Fino alla costruzione delle centrali di Palü e Cavaglia l'acqua del Lago Bianco veniva rilasciata nella Val Pila senza essere utilizzata, prima di essere captata sul piano di Cavaglia e convogliata verso la centrale di Robbia. Parallelamente alla costruzione degli impianti di Palü e Cavaglia venne ampliato anche l'edificio di Robbia. Durante la Seconda Guerra Mondiale e con l'integrazione nel sistema delle acque della Val di Campo e della Val Laguné al fine di aumentare la sicurezza dell'approvvigionamento elettrico, la centrale venne ulteriormente ampliata e si costruì una seconda condotta forzata.

 

Dati principali

Salto geodetico 613 m
Portata utilizzabile 6,3 m3/s
Turbine installate 3 Pelton, orizzontali
Potenza installata 27 MW
Produzione annua 99,6 GWh/a

La centrale di Campocologno I fu costruita tra il 1904 e il 1907. Per diversi mesi fu la centrale con il salto maggiore al mondo e per questo diversi visitatori interessati a tale tecnica accorsero in Valposchiavo da ogni parte della terra per ammirare questa opera pionieristica. Tra il 1967 e il 1969 la struttura fu radicalmente rinnovata e le dodici turbine di inizio secolo furono sostituite da due turbine Francis, ognuna con una potenza di 25 MW.La captazione dell'acqua avviene nel Lago di Poschiavo. Qui l'acqua entra in una galleria sotterranea dove raggiunge il pozzo piezzometrico di Monte Scala prima di scendere per la condotta forzata fino a raggiungere la centrale di Campocologno. Il Lago di Poschiavo è un bacino naturale, il cui livello può venir innalzato di un metro grazie a una barriera. La galleria in pressione consente invece di abbassare il livello dello specchio d'acqua di sette metri. In questo modo sono così disponibili 15,1 milioni di metri cubi di acqua. Fino al 2002 la galleria tra Miralago e Monte Scala era a pelo libero, mentre dopo i lavori al pozzo piezometrico e alla galleria esistente si è potuto sfruttare il dislivello esistente tra le due estremità.

 

Dati principali

Salto geodetico 418 m
Portata utilizzabile 13 m3/s
Turbine installate 2 Francis verticale
Potenza installata 47 MW
Produzione annua 183,5 GWh/a

La centrale di Campocologno II, chiamata anche «Centralina» è stata realizzata nel 1950. La produzione annua dell'impianto si aggira attorno ai 4,5 GWh di elettricità. La centrale sfrutta il leggero salto esistente tra l'impianto di Campocologno I e la frontiera e può quindi entrare in funzione solo parallelamente alla centrale di Campocologno I. Di norma l'acqua viene poi riversata in una galleria della società italiana Enel per essere utilizzata nuovamente a Tirano. In caso di problemi si può passare alla sfioratura, come mostrato nell'immagine.Nella primavera del 2008 la «Centralina», situata proprio a ridosso della frontiera con l'Italia, è stata rinnovata.

 

Dati principali

Salto geodetico 13,15 m
Portata utilizzabile 14,5 m3/s
Turbine installate 1 Kaplan verticale
Potenza installata 1,5 MW
Produzione annua 4,3 GWh/a