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Il torrente di Igist è attualmente incanalato

Progetto Chlus: come sfruttare la forza dell’acqua in modo sostenibile

18 dicembre 2023
Repower inside
Grigioni
Il progetto idroelettrico di Repower tra Küblis e il Reno è incentrato sia sulla produzione di energia elettrica che sugli aspetti ecologici. In particolare, si prevede di rivalutare gli habitat del fiume Landquart e di agevolare la migrazione dei pesci lungo il corso d’acqua.

Da quando, nel 1991, è stata introdotta in Svizzera la nuova Legge sulla protezione delle acque, si applicano severe regolamentazioni per l'utilizzo dell'acqua a scopi idroelettrici. I deflussi residuali, ad esempio, devono essere destinati agli spazi vitali acquatici, in modo da garantirne la sopravvivenza nonostante lo sfruttamento idrico. Repower pone come priorità il rispetto e l’attuazione di tali fondamenti legislativi nell’ambito dei progetti di energia idroelettrica. Il Progetto «Chlus» dimostra che l’utilizzo della forza idrica per la produzione di energia rinnovabile non deve necessariamente compromettere la protezione o rivalutazione delle acque.

Rivalutare gli ambienti naturali

Nel quadro di questo progetto, Repower prevede di realizzare una nuova centrale idroelettrica in Prettigovia e nella Valle del Reno grigionese. Tra Küblis e il fiume Reno è previsto il completamento della cascata di centrali idroelettriche di Klosters/Schlappin - Küblis. Il progetto, con una capacità installata di circa 62 megawatt e una produzione annua prevista di circa 237 gigawattora, è considerato un «progetto di importanza nazionale». I tempi di costruzione sono stimati in cinque anni, mentre la messa in opera comincerà al più presto nel 2027, condizioni quadro permettendo. Repower prenderà una decisione definitiva dopo la conclusione delle procedure di concessione e approvazione, una volta chiarite le circostanze economiche.

Il progetto Chlus nella grafica
La nuova condotta forzata (rosso chiaro) è progettata per captare l’acqua turbinata dall’attuale centrale elettrica di Küblis e condurla alla nuova centrale di Trimmis, sul Reno.

In futuro, l’acqua turbinata dell’attuale centrale elettrica di Küblis dovrebbe passare attraverso una condotta forzata lunga 16 chilometri fino a Trimmis, per poi essere nuovamente utilizzata e non più rigettata nel fiume Landquart, come accaduto finora. Questa misura, tecnicamente complessa a causa della lunghezza della galleria, migliora l’ecologia delle acque fluviali tra Küblis e la foce del Reno, evitando deflussi discontinui nel fiume Landquart (vedi riquadro informativo). «Per gli spazi vitali di piante e animali ciò è estremamente importante, sebbene nel fiume scorra meno acqua a causa del prelievo per la produzione di energia elettrica», spiega Marco Cortesi, capo progetto di Repower. «Le analisi ecologiche dimostrano che, nonostante la riduzione della portata d’acqua, la qualità degli spazi vitali acquatici riservati agli organismi potrebbe aumentare notevolmente rispetto alla situazione attuale, contraddistinta da deflussi discontinui».

Nel complesso, ritengo che la collaborazione con le associazioni ambientaliste sia molto costruttiva.
Marco Cortesi è responsabile del progetto Chlus presso Repower
Marco Cortesi, capo progetto di Repower
«

I vantaggi sono quindi evidenti e anche la trota del Lago di Costanza, altamente minacciata, potrà ripopolare il fiume Landquart per riprodursi (vedi riquadro informativo). A tale scopo sarà ripristinata la migrazione piscicola del fiume, attualmente impedita da una soglia nella gola di Chlus.

Il torrente di Igist è attualmente incanalato
La soglia del fiume Landquart raffigurata nell’immagine deve essere rivista in un progetto separato per consentire il passaggio ai pesci. Tuttavia, la misura risulterà del tutto efficace soltanto in combinazione con il Progetto Chlus, che risolverebbe la problematica dei deflussi discontinui nel fiume Landquart.
La trota del Lago di Costanza (Video solo in tedesco)

Il Lago di Costanza accoglie gli esemplari più grandi di trota di lago: possono superare il metro di lunghezza e pesare fino a 15 chilogrammi. La trota del Lago di Costanza è un pesce migratore che risale gli affluenti dei laghi per deporre le uova. Tuttavia, a causa delle attività dell'uomo in queste acque, ciò risulta spesso difficile o addirittura impossibile. La costruzione di scale per pesci e altre soluzioni tecnologiche consentono alle trote di superare le barriere e di raggiungere le zone di riproduzione. Le barriere presenti nel fiume Landquart, considerato una delle risorse idriche più importanti per la riproduzione, dovrebbero essere eliminate nel contesto del Progetto Chlus.

La rivitalizzazione come compensazione

Le ripercussioni su flora e fauna non possono mai essere completamente evitate nell’ambito dei progetti idroelettrici. Per compensare, si creano perciò nuovi spazi vitali o si rivalutano quelli già esistenti. Il progetto Chlus prevede la rivitalizzazione completa di quattro chilometri del torrente di Igis, in gran parte incanalato e non conforme all’ambiente naturale circostante. Si prevede inoltre che, una volta realizzato il progetto Chlus, l’intero torrente non sarà più utilizzato per la produzione di energia idroelettrica. In questo modo, piante e animali potranno stabilirsi liberamente. Il territorio rivalutato e i diversi spazi vitali potrebbero inoltre servire da area ricreativa per la popolazione locale.

Il torrente Mühlbach presso Landquart
Il torrente è attualmente incanalato: deve essere rivalutato e reso accessibile alla popolazione locale.

La compatibilità ambientale è monitorata

Per ottenere la concessione e l’approvazione, il Progetto Chlus deve superare un esame dell’impatto sull’ambiente. Tale procedura riguarda diversi aspetti del progetto, che sono esaminati singolarmente dalle autorità competenti. In questo contesto, Repower deve dimostrare di poter evitare o, se necessario, compensare le ripercussioni negative. Le analisi richieste saranno effettuate da uffici specializzati nella redazione di rapporti sui singoli settori. In qualità di committente, Repower coordina l’intera procedura.

Da quando, circa un anno fa, si è deciso di accelerare la pianificazione del Progetto Chlus, Repower è in stretto dialogo con diversi gruppi di interesse, in particolare con le associazioni ambientaliste. «Non siamo sempre d’accordo su tutto immediatamente», afferma Cortesi. «Nel complesso, tuttavia, considero la collaborazione molto costruttiva».

Deflussi discontinui

Il funzionamento delle centrali idroelettriche causa un deflusso irregolare nelle acque di restituzione. In tempi di forte domanda di elettricità, una grande quantità di acqua viene turbinata e restituita, provocando un aumento della portata del fiume, fenomeno noto come «ondata di piena artificiale». Il fenomeno opposto corrisponde alla cosiddetta «portata ridotta», vale a dire il deflusso minimo in periodi di bassa domanda di elettricità. Queste fluttuazioni artificiali hanno ripercussioni sugli organismi che vivono nell’area in questione. In caso di ondata, possono essere trascinati, spazzati via o coperti da sedimenti. In caso di portata ridotta, vi è il rischio che gli organismi si arenino sulle sponde. In poche parole, i deflussi discontinui possono influire negativamente sull’ecologia delle acque.

Monitoraggio delle ripercussioni sull’ambiente

Cosa bisogna considerare in termini di ecologia delle acque durante la messa in opera del progetto e in seguito durante il funzionamento? Durante i lavori di costruzione è necessario essere particolarmente prudenti in prossimità delle acque, per evitare l’infiltrazione di sostanze nocive. Le misure corrispondenti sono diventate standard e i professionisti dell’edilizia sanno come comportarsi. «Repower provvederà comunque a sensibilizzare le aziende coinvolte e i lavori saranno monitorati da esperti ambientali al fine di garantire la corretta implementazione delle disposizioni», aggiunge Cortesi. Durante il funzionamento, l'attenzione si sposterà sul rispetto della quantità di afflussi residuali. «Il Cantone specifica tale aspetto già nella concessione, in modo che sia già chiarito prima della messa in funzione dell’impianto». Per controllare lo sviluppo dei nuovi spazi vitali e il rendimento delle misure per la protezione delle acque saranno eseguiti dei monitoraggi. Contestualmente, è possibile acquisire importanti conoscenze scientifiche utili a comprendere meglio l’interazione tra protezione e utilizzo delle acque.

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